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Control: un biopic musicale intenso, dolente e poetico |
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Scritto da Francesco Rossetti
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Rischia di passare inosservato a causa di una distribuzione limitata e di un battage pubblicitario pressoché inesistente, ma è un vero peccato.
È infatti un'opera davvero notevole questo «Control», che esce finalmente nelle nostre sale a più di un anno dalla presentazione alla Quinzaine del Festival di Cannes 2007, dove ha ricevuto una menzione speciale.
Pur inserendosi nel filone delle pellicole biografiche sulle vicende di cantanti morti precocemente, l'opera prima di Anton Corbijn evita accuratamente gli stereotipi del genere e colpisce per un approccio quanto mai pudico, misurato e poetico.
Si ripercorre la breve e tormentata vita di Ian Curtis, leader dei Joy Division, band post punk britannica della zona di Manchester fondata nella seconda metà degli anni Settanta.
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Sposatosi a diciannove anni con la coetanea Debbie, Ian ha da lei una figlia e, dopo essere entrato nella band, non lascia il lavoro da impiegato in un ufficio di collocamento. In breve però perderà il controllo innamorandosi della giornalista belga Annik Honoré ed essendo soggetto a ricorrenti attacchi di epilessia. Si toglierà la vita a ventitrè anni nel 1980, alla vigilia del primo tour americano dei Joy Division.
L'olandese Anton Corbijn, fotografo e autore di videoclip per molti gruppi rock come gli U2, i Metallica e i Depeche Mode, nel corso della sua carriera ha immortalato con i suoi scatti anche Ian Curtis e i Joy Division e quindi teneva particolarmente a questo progetto, che segna il suo debutto alla regia di un lungometraggio. L'approccio che ha scelto per tracciare la parabola esistenziale e artistica del cantante dei Joy Division è austero ed evocativo, profondo e sentito, per nulla intenzionato a impressionare con i toni melodrammatici dei biopic sul mondo del rock, con il contorno di cliché sul maledettismo. In un bianco e nero perfettamente calibrato e di grande forza espressiva, Corbijn accosta le «istantanee» essenziali della vita di Curtis con una sintassi semplice e lineare, intrisa di liricità e di malinconia. Sam Riley, assai assomigliante al vero Ian Curtis, ne offre un'interpretazione strepitosa, arrivando ad imitare anche le sue leggendarie performance sul palco, senza mai risultare però di maniera. Contenuto e nel contempo appassionato è il ritratto che Samantha Morton offre della moglie Debbie, autrice del libro a cui si ispira il film. Anche l'inquadratura finale – una nube nera del paesaggio industriale inglese – è indicativa dello sguardo autentico, dimesso e completamente privo di retorica con cui è girata la pellicola.
Control
Regia: Anton Corbijn; Sceneggiatura: Matt Greenhalgh, dal libro «Touching from a distance» di Deborah Curtis; Fotografia: Martin Ruhe; Montaggio: Andrew Hulme; Scenografia: Chris Roope; Costumi: Julian Day; Produzione: 3 Dogs and a Pony, Becker Films, Claraflora, Warner Music; Distribuzione: Metacinema;
Interpreti: Sam Riley, Samantha Morton, Alexandra Maria Lara, Joe Anderson, Craig Parkinson, Tony Kebbell; Origine: Gran Bretagna/Usa/Australia/Giappone;
Anno: 2007; Durata: 122'.
(Fonte:IlSole24ore - Michele Ossani) |
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