
(ANSA) - VERONA - L'opera popolare di Riccardo Cocciante e Pasquale Panella 'Giulietta e Romeo' festeggia il primo compleanno tornando all'Arena di Verona.
Tre le serate previste, dal 31 maggio al 2 giugno.
'Giulietta e Romeo'' e' stata inserita dall'assessore alla Cultura del Comune, Erminia Perbellini, anche come 'degna' apertura del sessantesimo Festival Shakespeariano, che occupera' la citta' di Verona per tutto luglio 2008.
Giulietta e Romeo, il musical. Lo speciale di Teatro.Org
Articoli, curiosità, backstage e anticipazioni sullo musical tratto da Romeo e Giulietta
Inserita il 04 - 06 - 07 Fonte: Lidia Napoli – Recensione dello scorso 2007 Un tripudio di applausi per gli eroi della città, un debutto grandioso per la prima mondiale nel tempio della lirica.
Nell'opera di Cocciante, ormai avvezzo ai drammi di cuore in musica, si muore d'odio e d'amore. E così Giulietta si spegne non col pugnale ma di crepacuore nel vedere Romeo morto accanto a lei. La scenografia punta molto sulle immagini, coordinate dalla regia visiva di Paola Ciucci, proiettate su un enorme schermo posto sul palco che copre le gradinate. Meno spettacolari le scene fisse di Daniele Spisa. Nel monologo della regina Mab sullo schermo appare un mondo onirico rosso con striature bianche che si intreccia alla vista con una Verona medievale di maniera, non realistica, luogo delle battaglie e degli incontri tra i due amanti. Sognanti anche le proiezioni della festa, con soli, lune e stelle che si succedono sullo sfondo blu della casa. Belle le coreografie di Narciso Medina Favier, di minore impatto, però, rispetto a "Notre Dame de Paris".
Efficace l'effetto di sovrapposizione di varie scene durante la festa, con i giocolieri in primo piano, il ballo della festa e in alto il cielo proiettato, coordinate dalla regia di Sergio Carrubba. Bellissimi i costumi di organze, sete e laminati del premio Oscar Gabriella Pescucci, che ha puntato sui colori forti (blu cupo, arancio e oro) ma nel rispetto della tradizione. L'uso libero del colore si associa alla fantasia delle maschere a forma di uccello, con becchi e piume, indossate da protagonisti e comprimari nella scena della festa a casa di Giulietta.
L'opera vince nelle scene corali, molto efficaci soprattutto nel primo tempo, obiettivo perseguito da Cocciante, che ha voluto i protagonisti dell'opera del tutto intercambiabili nelle parti principali. Le canzoni, tutte inedite, catturano lo spettatore coinvolgendolo soprattutto nei momenti collettivi, che spiccano sugli altri per il ritmo incalzante con cui si susseguono. Tra gli interpreti, si distingue per carattere il Mercuzio di Gian Marco Schiaretti, ventenne di Parma, al suo debutto, come la giovane e volitiva Giulietta di Tania Tuccinardi, anche lei ventenne, di Fondi (Latina). Marco Vito tratteggia un Romeo innamorato più ingenuo e adolescenziale, alle prese con le prime pene amorose. Intorno ai protagonisti si sono messi in evidenza gli interpreti della Nutrice (Silvia Querci), del principe(Alessandro Arcodia) e di frate Lorenzo (Fabrizio Voghera), il Tebaldo di Valerio Di Rocco e Benvolio di Angelo Del Vecchio.
Alla fine, tutti sul palco a ringraziare. Cocciante lo ha fatto cantando di persona l'incipit dell'opera, che anticipa la trama del dramma, una canzone intitolata "Verona" in omaggio alla città del debutto e in cui è ambientata la storia.
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