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Scritto da giulia muraro
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Quante volte, in giovinezza, nuda e scalza
siamo stati specchio per le allodole
di un Eden in costruzione.
Quante volte abbiamo pensato l’Infinito
come un prosequio, senza soluzione di continuità
in cui ci saremmo ,ma solo alla fine,
matematicamente rappresentati.
Quante volte, ad un amore finito
abbiamo incolpato maree e lune.
Quante volte la nostra sessualità è stata aiutata
dall’infrangere, dal reagire di un corpo
in una casa troppo stretta.
Quante volte abbiamo pensato che l’amore fosse altro
ma ci siamo accontentati, di corpi desideranti,
in controsenso alla nostra anima.
Quante volte , ci siamo sentiti soli, come in un centro commerciale,
mentre ci si scambiava, identità e desideri.
Quante volte ho sprecato fiato, su amore e sesso;
quante volte l’ho recuperato, il fiato,
in una notte di luna piena, in cui
le parole sussurrate erano
grida di uccelli che migrano
verso un Eden, in cui, volo, volontà e procreazione
trovano nido, culla e protezione.
Noi, non siamo più, protetti da nulla
tranne che il Nulla sia per noi
la coscienza del tutto,
la radice quadrata dell’abbraccio,
l’ipotenusa dello schiaffo d’ amore,
l’integrale del desiderare,
L’equazione perfetta di una storia d’amore
graffiata col gesso
sulla lavagna della vita.
…Quante volte……….
Antonio Caldarella – scrittore- www.libreriaeditriceurso.com
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